
Percorsi per cambiare
Come gestire la paura delle malattie
In questo clima di paura del contagio da Coronavisrus ripropongo un articolo sempre attuale sulla paura delle malattie con alcune interessanti strategie di autoaiuto

In che modo e’ possibile gestire l’ipocondria o la paura della morte?
Come tutte le paure simboliche dove non esiste un pericolo reale ed imminente, la paura delle malattie e della morte, se da un lato minano la qualità della vita di chi ne è affetto, dall’altro non costituiscono il vero problema, bensì il sintomo.
Esse rappresentano un modo di manifestare il proprio malessere e il proprio bisogno di aiuto.
Nella storia di coloro che soffrono di queste paure è frequente trovare fragilità che risalgono all’infanzia e all’adolescenza.
Il mio modo di agire come psicoterapeuta segue due fronti:
il primo, a breve termine, fornisce strumenti precisi, esercizi, tecniche e modalità di pensiero che servono alla persona per arginare il problema.
Il secondo accompagna verso quello che e’ lo scopo a medio e lungo termine: rafforzare dall’interno la personalità, anche attraverso un lavoro sul passato.
Attenzione però: il rischio di addossare la colpa dei problemi ai genitori è sempre dietro l’angolo e può diventare un atteggiamento pericoloso: “Con quello che mi è capitato ho per forza le mani legate! Come faccio a sviluppare sicurezza in me stesso??”.
E’ pericoloso quando diviene una scusa per non agire e per giustificarsi anche quando le cose potrebbero essere cambiate, rimboccandosi le maniche e dandosi da fare.
Allora come gestire questi stati emotivi?
Non parlerò delle tecniche che usa lo psicoterapeuta nel suo studio, ma di alcuni strumenti di auto-aiuto che la persona può utilizzare per conto proprio.
1- La prima di queste è la ‘tecnica della peggiore fantasia’, rielaborata da Giorgio Nardone. Consiste nel ritagliarsi durante la giornata degli spazi di tempo dove concentrare l’attenzione sulla peggiore fantasia, scrivendo e pensando intensamente a tutto ciò che si teme e amplificandolo. La logica è paradossale ma riflette il principio dell’andare incontro alla paura anziché fuggire.
2- Simile è il metodo del ‘Fatti sotto!’ che consiste nell’attraversare tre fasi. Immagina il pensiero che incute timore metaforicamente rappresentato da un nuvolone dritto davanti a te e al quale intimi “Fatti sotto!”: immagina di entrarci dentro e in quel momento di amplificare al massimo le tue paure, per poi vederti uscire dal nuvolone e diventare una luce che avanza con determinazione.
3- La terza tecnica utile in questi casi e’ quella dello ‘S.T.O.P.’. Cerca su Youtube il video ‘Dott. Miali – Rimuginio’, dove la descrivo approfonditamente. STOP è un acronimo che sta per Stop (fermati), Take a breath (fai un profondo respiro), Osserva e Prosegui.
Ancora due consigli.
La capacità di agire nonostante la sensazione di malessere o la percezione di non sentirsi pronti:
non aspettare di sentirti perfetto per realizzare i tuoi obiettivi e i tuoi sogni.
Ed infine, se davvero vuoi contrastare la morte, dai spazio alla vita e all’amore.
Buon cammino.
Per una descrizione più dettagliata di queste e altre tecniche di auto-aiuto
ti consiglio queste due risorse:
CRESCITA PERSONALE - libro
SPAZZA VIA LA PAURA - videocorso